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Ercolano, riaprono la Casa dell'Atrio a Mosaico e la Casa a Graticcio

Dopo decenni di chiusura due domus di Ercolano tornano visitabili: nella Casa a Graticcio per la prima volta si sale a un primo piano antico.

Antichi edifici in pietra e mattoni ai piedi di un monte sotto il cielo azzurro

Nel Parco archeologico di Ercolano tornano accessibili al pubblico, dopo decenni di chiusura, due case dell'antica città sepolta dall'eruzione del Vesuvio del 79 d.C.: la Casa dell'Atrio a Mosaico e la Casa a Graticcio. La riapertura è stata presentata giovedì 5 novembre 2026 nell'Antiquarium del parco ed è il nuovo passo del Progetto Domus.

Cosa si vede nelle due domus

Nella Casa dell'Atrio a Mosaico i visitatori possono attraversare il giardino e, dalla grande sala detta Oecus Aegyptius, guardare il pavimento a mosaico che dà il nome alla casa. Il pavimento dell'atrio porta ancora i segni del peso del materiale vulcanico che lo ha deformato durante l'eruzione.

La Casa a Graticcio è invece un edificio più modesto, una sorta di piccolo condominio antico con una bottega al piano terra e gli spazi abitativi al piano superiore. Per la prima volta il pubblico può salire a un primo piano antico e affacciarsi sul cardo IV, la strada che scendeva verso il mare.

Il Progetto Domus

Il programma di restauro conservativo riguarda le sei domus più importanti del sito ed è finanziato con 5 milioni di euro del Contratto istituzionale di sviluppo «Vesuvio – Pompei – Napoli». I lavori sono condotti con il Packard Humanities Institute, partner del parco da oltre 25 anni in una collaborazione tra pubblico e privato. Nelle fasi precedenti avevano già riaperto la Casa del Colonnato Tuscanico e la Casa del Sacello di Legno, a marzo 2025, e la Casa del Mobilio Carbonizzato, a luglio 2026.

Il direttore generale Musei, Luca Mercuri, ha definito la riapertura un passaggio importante per Ercolano. La direttrice del parco, Federica Colaiacomo, ha spiegato che il progetto considera le case come parti di un unico patrimonio da conservare nel tempo. Tra le difficoltà affrontate c'è anche la gestione dei vecchi restauri eseguiti all'epoca degli scavi a cielo aperto diretti da Amedeo Maiuri.

Orari, modalità di visita e biglietti sono indicati sul sito ufficiale del Parco archeologico di Ercolano, da consultare prima di organizzare la visita.

Fonti: ANSA, Parco archeologico di Ercolano, Revenews

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