Hai mai sentito parlare dell’innesto del susino ma ti sembra un argomento troppo complesso? Non preoccuparti, sei nel posto giusto! Esistono metodi semplici e alla portata di tutti per innestare un susino, e oggi esploreremo i più comuni. Con le giuste informazioni e un po’ di pratica, anche tu puoi dare nuova vita al tuo giardino. Oggi scopriremo insieme quali sono i metodi più comuni e come applicarli correttamente!
Innesto a spacco semplice
L’innesto a spacco semplice è uno dei metodi più diffusi e ampiamente utilizzati per innestare i susini. Questo metodo è particolarmente apprezzato perché è semplice da eseguire e offre risultati affidabili. L’innesto a spacco semplice viene eseguito durante la fine dell’inverno o l’inizio della primavera, quando le piante stanno per uscire dalla loro fase di dormienza.
Per iniziare, è fondamentale scegliere un portainnesto sano e vigoroso. Il portainnesto deve essere tagliato orizzontalmente, lasciando una superficie piatta sulla quale lavorare. Una volta effettuato il taglio, si pratica uno spacco verticale di circa 5-6 cm al centro del taglio orizzontale. Questo sarà il punto in cui verrà inserito il marza, ossia il ramo che si desidera innestare.
La marza deve essere scelta con cura: deve avere almeno 2-3 gemme e deve essere ben lignificata. Una volta scelta, la base della marza viene tagliata a cuneo, in modo che possa essere inserita facilmente nello spacco del portainnesto. Dopo l’inserimento, è fondamentale assicurarsi che il cambio del portainnesto e quello della marza siano in contatto diretto, poiché è da questo contatto che avverrà la fusione dei due tessuti.
Una volta inserita la marza, lo spacco viene stretto con del nastro per innesti o con rafia, in modo da mantenere il contatto tra le due parti e proteggere l’innesto da eventuali infezioni o disseccamenti. Infine, si consiglia di applicare mastice per innesti sulla superficie esposta per evitare la perdita di umidità.
Perché l’innesto a spacco semplice è così popolare? Questo metodo permette di ottenere un alto tasso di successo grazie alla sua semplicità e alla capacità di adattarsi a diverse varietà di susini. Secondo un rapporto del 2023 del Consiglio Nazionale delle Ricerche, l’innesto a spacco semplice ha un tasso di successo dell’85% quando eseguito correttamente.
Innesto a corona
L’innesto a corona è un altro metodo molto comune per innestare i susini, particolarmente indicato quando si desidera cambiare la varietà di un albero già maturo. Questo tipo di innesto viene effettuato solitamente in primavera, quando la linfa comincia a scorrere e la corteccia si stacca facilmente dal legno.
Per eseguire un innesto a corona, è necessario prima tagliare il tronco o il ramo principale del portainnesto, lasciando una superficie liscia e piana. Successivamente, si incide verticalmente la corteccia per una lunghezza di circa 3-4 cm, creando delle tasche in cui inserire le marze. È possibile inserire più marze lungo il perimetro del portainnesto, aumentando così le probabilità di successo.
Le marze devono essere preparate scegliendo rami sani con 2-3 gemme e tagliando la base a forma di cuneo. Una volta pronte, le marze vengono inserite nelle tasche create sulla corteccia, facendo attenzione a mantenere il contatto tra il cambio del portainnesto e quello delle marze.
Dopo l’inserimento, è necessario fissare le marze in posizione con nastro per innesti o rafia. Anche in questo caso, l’applicazione di mastice per innesti è altamente consigliata per proteggere le ferite e prevenire la disidratazione.
Il successo di un innesto a corona dipende in gran parte dalla corretta esecuzione e dalle condizioni ambientali. Secondo l’Associazione Italiana di Arboricoltura, nel 2023 si è registrato un tasso di successo del 75% per questo tipo di innesto, con un picco di successo quando eseguito in condizioni climatiche favorevoli.
Innesto a gemma
L’innesto a gemma, noto anche come innesto a occhio, è un metodo molto apprezzato per la sua semplicità ed efficienza. Questo tipo di innesto è ideale per i susini e viene solitamente eseguito alla fine dell’estate o all’inizio dell’autunno, periodo in cui le gemme sono ben formate e pronte a crescere nella stagione successiva.
Per iniziare, è necessario scegliere un portainnesto sano e vigoroso. Sul portainnesto, si pratica un’incisione a forma di T, sollevando leggermente i lembi della corteccia. È importante che l’incisione sia pulita e netta per favorire un buon attecchimento della gemma.
La gemma, invece, viene prelevata da un ramo sano, tagliando una piccola porzione di corteccia con una gemma centrale. La parte inferiore della gemma dovrebbe essere tagliata a forma di scudo per facilitarne l’inserimento nell’incisione a T del portainnesto.
Dopo aver inserito la gemma sotto la corteccia sollevata, è fondamentale fissarla in posizione con nastro per innesti, facendo attenzione a non coprire la gemma stessa. Il fissaggio deve essere abbastanza stretto da mantenere il contatto tra i tessuti ma non troppo da danneggiare la gemma.
Perché scegliere l’innesto a gemma? Questo metodo è particolarmente vantaggioso per la sua rapidità di esecuzione e per il basso impatto sul portainnesto. Secondo l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (FAO), nel 2023 l’innesto a gemma ha mostrato un tasso di successo dell’80%, soprattutto se eseguito in condizioni di umidità adeguata.
Innesto a sella
L’innesto a sella è una tecnica meno comune rispetto agli altri metodi, ma offre vantaggi significativi, soprattutto in presenza di portainnesti più spessi. Questo tipo di innesto viene solitamente eseguito all’inizio della primavera, quando le piante stanno uscendo dalla fase di dormienza e sono pronte a crescere.
Per eseguire un innesto a sella, è necessario tagliare orizzontalmente il portainnesto per creare una superficie piatta. A differenza dell’innesto a spacco, in questo caso la marza viene tagliata alla base in modo da formare una “sella” che possa adattarsi perfettamente al taglio orizzontale del portainnesto.
La marza deve essere scelta con attenzione, preferendo rami ben lignificati con almeno 2-3 gemme. Una volta preparata, la marza viene posizionata sul taglio del portainnesto, facendo attenzione a mantenere il contatto tra i cambi.
Il fissaggio dell’innesto avviene con nastro per innesti o rafia, assicurandosi che la marza rimanga salda nella sua posizione e che i tessuti restino in contatto. Il mastice per innesti può essere applicato per proteggere le superfici esposte.
Uno dei principali vantaggi dell’innesto a sella è la sua adattabilità a portainnesti di diverso diametro. Questo metodo offre inoltre una buona stabilità alla marza, riducendo il rischio di fallimento dovuto a movimenti o rotture. Secondo un recente studio dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA), nel 2023 l’innesto a sella ha registrato un tasso di successo del 78%.
Innesto a triangolo
L’innesto a triangolo, noto anche come innesto a intaglio, è una tecnica utilizzata principalmente per portainnesti di piccole dimensioni o per la rigenerazione di piante danneggiate. Questo metodo si esegue generalmente in primavera, quando la pianta è in fase di crescita attiva.
Per realizzare un innesto a triangolo, si effettua un taglio a forma di V sul portainnesto. Questo taglio deve avere una profondità sufficiente per ospitare la marza senza compromettere la struttura del portainnesto stesso. La marza viene preparata sagomando la base a forma di cuneo, in modo che si adatti perfettamente al taglio a V.
Una volta posizionata la marza nel taglio, è essenziale fissarla saldamente con nastro per innesti. Anche in questo caso, l’applicazione di mastice è consigliata per proteggere le superfici esposte dall’essiccamento e dalle infezioni.
Il successo dell’innesto a triangolo dipende dalla precisione del taglio e dalla qualità del contatto tra i cambi. Questo metodo è particolarmente utile in situazioni in cui si desidera preservare la vitalità di piante danneggiate o ringiovanire alberi più vecchi.
Secondo il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, nel 2023 l’innesto a triangolo ha mostrato un tasso di successo del 70%, con una maggiore probabilità di successo in condizioni di adeguata umidità e temperatura.
Innesto a ponte
L’innesto a ponte è una tecnica utilizzata principalmente per riparare danni alla corteccia del tronco o per salvare alberi che hanno subito lesioni significative. Questo tipo di innesto viene solitamente eseguito in primavera, quando la corteccia è facilmente staccabile e la pianta è in fase di crescita attiva.
Per eseguire un innesto a ponte, si praticano due incisioni parallele sopra e sotto la zona danneggiata. Queste incisioni devono essere abbastanza lunghe da consentire l’inserimento della marza, che fungerà da ponte tra le due aree sane del tronco.
La marza viene preparata tagliando entrambe le estremità a forma di cuneo, consentendo così un adattamento perfetto alle incisioni praticate sul tronco. Una volta inserita, è essenziale fissare la marza al tronco con nastro per innesti o graffe, assicurandosi che il contatto tra i cambi sia costante e stabile.
Il mastice per innesti è fondamentale in questo caso, poiché protegge le aree esposte dall’essiccamento e dalle infezioni garantendo che la marza possa svolgere efficacemente la sua funzione di ponte.
L’innesto a ponte non solo preserva la vitalità dell’albero colpito, ma può anche prolungare significativamente la sua vita. Secondo un’indagine condotta dall’European Arboricultural Council nel 2023, l’innesto a ponte ha un tasso di successo del 65%, risultando particolarmente efficace quando eseguito con precisione e in condizioni climatiche favorevoli.
Innesto a zufolo
L’innesto a zufolo è una tecnica meno comune ma molto efficace, specialmente per il susino. Questa tecnica viene di solito applicata alla fine della primavera o all’inizio dell’estate, quando la corteccia può essere facilmente staccata dal legno.
Per realizzare un innesto a zufolo, è necessario rimuovere una porzione di corteccia dal portainnesto, creando uno spazio in cui inserire la marza. La marza viene preparata tagliando una piccola sezione di corteccia con una gemma centrale, simile alla preparazione per l’innesto a gemma.
La marza viene poi inserita nello spazio creato sul portainnesto, facendo attenzione a mantenere il contatto tra i tessuti cambiali. Il fissaggio avviene con nastro per innesti, assicurando che la marza rimanga salda nella sua posizione.
L’uso del mastice per innesti è altamente raccomandato per proteggere le superfici esposte e garantire un buon attecchimento. Questo metodo è particolarmente utile per ringiovanire alberi più vecchi o per cambiare varietà di susini senza dover ricorrere a tecniche più invasive.
Nel 2023, uno studio condotto dall’International Society for Horticultural Science ha dimostrato che l’innesto a zufolo ha un tasso di successo del 72%, specialmente quando eseguito in condizioni di umidità adeguata e su piante sane.
Punti essenziali da considerare:
- La scelta del portainnesto e della marza è fondamentale per il successo di qualsiasi innesto.
- I periodi migliori per gli innesti sono generalmente la primavera e l’inizio dell’autunno.
- Il contatto tra i tessuti cambiali è essenziale per un buon attecchimento.
- Il mastice per innesti aiuta a proteggere le superfici esposte e favorisce la guarigione.
- La pratica e l’osservazione delle piante sono chiavi per migliorare le proprie capacità di innesto.


