La coltivazione delle more richiede una gestione accurata dall’impianto alla raccolta, con scelte tecniche che incidono in modo decisivo su resa e qualita. In questa guida pratica descriviamo i passaggi chiave per impostare e condurre un moreto efficiente, includendo numeri operativi aggiornati, riferimenti a linee guida tecniche e considerazioni climatiche recenti. Seguire buone pratiche agronomiche, supportate da istituzioni come CREA, FAO e WMO, permette di ottenere risultati stabili anche in annate complesse.
Perche puntare sulle more oggi
Le more sono tra i piccoli frutti piu versatili: si prestano alla vendita diretta, alla GDO e alla trasformazione, con un calendario di raccolta esteso che puo coprire da fine primavera ad autunno con varieta rifiorenti. In condizioni ottimali, un impianto professionale offre rese tipiche di 12–25 t/ha, con picchi superiori in strutture protette e gestione intensiva. La domanda di piccoli frutti in Europa ha mostrato una tendenza espansiva nell’ultimo quinquennio, e le more, pur meno diffuse dei lamponi e dei mirtilli, sono apprezzate per gusto, contenuto di fibre, antociani e vitamina C.
Dal punto di vista gestionale, la coltura consente approcci scalabili: dal mezzo ettaro per vendita locale fino a decine di ettari in tunnel con raccolta programmata. L’assenza di spine nelle principali varieta moderne riduce i tempi di raccolta del 10–20% rispetto a vecchi materiali spinosi. Inoltre, la shelf-life, se si adotta pre-raffreddamento a 0–2 C, consente 3–7 giorni di conservazione, un vantaggio logistico rispetto ad altri frutti deperibili. Investire in questa coltura significa puntare su un segmento in crescita, ma serve metodo nelle scelte tecniche fin dall’analisi del sito.
Clima, esposizione e suolo: basi agronomiche nell’era del caldo
Il clima condiziona ogni dettaglio del moreto. Secondo il servizio Copernicus/ECMWF e la WMO, il 2024 e stato l’anno piu caldo mai registrato a livello globale; questo scenario aumenta il rischio di stress termico e siccita estiva. Le more vegetano bene con temperature medie giornaliere di 18–24 C; sopra 30–32 C la qualita del frutto cala (maggior disidratazione, brix piu basso) e crescono i consumi idrici. Nei siti caldi conviene prevedere ombreggi leggeri (15–25%) e irrigazione di soccorso con goccia.
La coltura predilige pH 5,5–6,5, tessiture da franco sabbiose a franco argillose ben drenate e sostanza organica >2%. Evitare suoli compatti e ristagni: un drenaggio sottosuperficiale o aiuole rialzate riducono il rischio di marciumi radicali. L’esposizione ottimale e solare, con ventilazione moderata per asciugare rapidamente la chioma dopo piogge e rugiade. In aree con 500–800 mm/anno di pioggia mal distribuita, l’irrigazione a goccia e praticamente obbligatoria; con ETc di picco a 4–6 mm/die in estate, il fabbisogno stagionale arriva a 3.000–5.000 m3/ha, valori in linea con gli standard FAO-56 per colture perenni a chioma media.
Varieta e tipologia di fruttificazione: scegliere in base all’obiettivo
Scegliere la varieta giusta significa incastrare calendario, mercato e gestione. Le varieta si distinguono in floricane (fruttificano sui tralci dell’anno precedente) e primocane o rifiorenti (fruttificano sui tralci dell’anno). Le floricane come Loch Ness, Navaho, Ouachita e Triple Crown offrono rese spesso piu elevate e frutti da 4–8 g, con finestre di raccolta estiva. Le primocane come Prime-Ark Freedom e Prime-Ark Traveler permettono raccolte dalla tarda estate all’autunno, utili per spalmare il lavoro e intercettare nicchie di prezzo, anche se la resa per ciclo puo essere leggermente inferiore in pieno campo.
In termini indicativi, con sesti intensivi e gestione accurata, molte varieta arrivano a 15–20 t/ha, con punte oltre 25 t/ha in tunnel. Frutti con solidita buona e contenuto zuccherino 9–12 Brix sono preferiti dalla distribuzione. Attenzione alla rusticita invernale (alcune varieta tollerano fino a -15 C) e alle ore di freddo: molte more hanno fabbisogni ridotti (200–400 ore), ma le esigenze variano. L’adozione di materiali senza spine velocizza potatura e raccolta e riduce microferite da manipolazione, migliorando la qualita commerciale.
Criteri di scelta varietale
- Calendario: combinare floricane e primocane per copertura da giugno a ottobre.
- Mercato: calibro medio 5–8 g e consistenza adeguata per viaggi di 24–48 ore.
- Rese: puntare a 12–25 t/ha in funzione del sistema (campo aperto vs tunnel).
- Resilienza: tolleranza a caldo e piovosita; sensibilita a Botrytis e ruggini.
- Gestione: portamento eretto o semieretto per semplificare legature e potature.
Impianto, sesti e sostegni: progettare la struttura
L’impianto si pianifica su orizzonte 8–12 anni. In pieno campo, sesti comuni sono 2,5–3,0 m tra le file e 0,6–1,2 m sulla fila, corrispondenti a 2.800–5.500 piante/ha; in tunnel si tende a densita medio-alte per massimizzare resa e precocita. Il sostegno e cruciale: fili a 0,6–1,0–1,6 m, oppure sistemi a T o a V per aprire la chioma e aumentare l’arieggiamento. Pali in acciaio zincato o legno trattato, con ancoraggi terminali robusti, garantiscono stabilita al carico di frutti e vento.
Il gocciolante singolo o doppio (portata 1,6–2,0 l/h, passo 30–40 cm) facilita fertirrigazione uniforme. Prevedere corridoi di 2,8–3,2 m per passaggi e raccolta. Le aiuole rialzate (15–25 cm) accelerano il drenaggio, specialmente in terreni limoso-argillosi. Un tessuto pacciamante riduce infestanti e contatto frutti-suolo. Stimare la durata dei materiali: fili e pali 10–15 anni, gocciolanti 4–6 anni, pacciamature 2–4 anni, per pianificare la sostituzione senza interrompere la produzione.
Errori di progettazione da evitare
- Sottostimare la spinta vegetativa e lasciare corridoi stretti < 2,8 m.
- Drenaggio insufficiente in suoli pesanti, con ristagni e marciumi radicali.
- Mancanza di ancoraggi: cedimenti sotto carico con venti > 60 km/h.
- Gocciolanti con passo troppo ampio che creano macchie secche.
- Nessun piano di ricambio materiali: fermi tecnici nel pieno della stagione.
Irrigazione e fertirrigazione: numeri e strategie
Con estati sempre piu calde, l’irrigazione di precisione non si discute. Valori indicativi: ETc di picco 4–6 mm/die in luglio-agosto, con turni giornalieri o bi-giornalieri. Un obiettivo pratico e mantenere il suolo a -10/ -25 kPa di tensione (tensiometri) nello strato 0–30 cm. In stagione, 3.000–5.000 m3/ha coprono il fabbisogno in molte aree, con oscillazioni in base a clima e copertura. L’acqua dovrebbe avere EC < 1,5 dS/m e bicarbonati moderati per limitare incrostazioni.
La fertirrigazione segue le fasi: ripresa vegetativa (azoto moderato), pre-fioritura e allegagione (N e Ca), ingrossamento (K elevato), post-raccolta (ripristino riserve). Dosi annuali tipiche: N 60–100 kg/ha, K2O 80–150 kg/ha, P2O5 40–60 kg/ha, con microelementi secondo analisi fogliari. Le linee guida FAO-56 per il calcolo di Kc e quelle tecniche CREA aiutano ad adattare i piani all’andamento stagionale. Un sensore di flusso e un contalitri consentono di verificare che ogni settore riceva i volumi programmati.
Impostazione pratica della fertirrigazione
- Avvio stagione: 10–15 kg/ha di N frazionati in 2–3 settimane.
- Fioritura: aggiungere CaNO3 per sostenere allegagione e consistenza.
- Ingrossamento: spostare il rapporto a K:N verso 2:1.
- Micronutrienti: Fe, Zn, B secondo analisi fogliare a meta stagione.
- Lavaggi: 10–15 minuti di sola acqua a fine ciclo per evitare salinitas.
Potatura e gestione dei tralci: ordine e luce
La potatura guida luce e ricambio dei tralci. Nelle varieta floricane, i tralci di un anno fruttificano l’anno dopo: si eliminano i tralci vecchi subito dopo la raccolta, si selezionano 6–8 tralci vigorosi per metro lineare e si cimano a 1,2–1,4 m per stimolare branche laterali da 30–45 cm. Nelle primocane, si gestisce un ciclo piu rapido, con potature verdi per contenere e distribuire la fruttificazione su legno dell’anno. In entrambi i casi, legature a ventaglio o su T aprono la chioma, migliorando l’arieggiamento e riducendo la pressione di Botrytis.
La densita di gemme va modulata per evitare eccessi vegetativi che portano frutti piccoli e maturazioni disomogenee. Una chioma ben gestita riduce i tempi di raccolta del 10–15% e abbassa l’incidenza di muffe. Dopo eventi estremi (ondate di caldo, grandine), rientrare con potature di pulizia e biostimolanti fogliari puo accelerare il recupero. Importante la tempistica: potature principali a fine inverno in climi freddi, potature verdi scalari in stagione. Un registro di campo con date e interventi permette di correlare scelte gestionali e performance, utile per correggere l’anno successivo.
Difesa integrata e qualita del frutto: prevenzione, monitoraggio, soglie
Le more sono sensibili a Drosophila suzukii, Botrytis cinerea, antracnosi, ruggini e acari. Le strategie IPM promosse da EPPO e sostenute da EFSA puntano su prevenzione, monitoraggio e interventi mirati. Reti anti-insetto 0,8–1,0 mm attorno a tunnel riducono gli ingressi di D. suzukii anche dell’80–90% rispetto a parcelle non protette. Trappole alimentari consentono il monitoraggio settimanale; soglie operative basse aiutano a intervenire tempestivamente con mezzi fisici e biocontrollo, minimizzando residui.
Per la qualita, obiettivi pratici sono SSC 9–12 Brix, acidita titolabile equilibrata e assenza di ammaccature. La gestione dell’umidita (ventilazione, irrigazioni mattutine) riduce Botrytis. Il diserbo sottofila preferibilmente meccanico o con pacciamature limita contaminazioni dei frutti. L’adozione di prodotti consentiti in biologico, laddove possibile, supporta filiere a valore aggiunto. Ricordare la rotazione di meccanismi d’azione per evitare resistenze.
Protocollo IPM essenziale
- Monitoraggio: trappole per D. suzukii controllate 1–2 volte a settimana.
- Esclusione: reti e chiusure dei varchi, sanita dei bordi e fossi.
- Igiene: rimozione rapida dei frutti scartati per evitare focolai.
- Microclima: chioma ariosa, irrigazione non serale, deumidificazione tunnel.
- Rotazione: alternare sostanze attive e usare biocontrolli dove efficaci.
Raccolta, post-raccolta e redditivita: numeri che contano
La raccolta e sequenziale ogni 2–3 giorni nella piena stagione. Un raccoglitore esperto seleziona 8–15 kg/ora, variabili con varieta e altezza del filare; la manodopera rappresenta spesso il 40–60% dei costi operativi annuali secondo stime tecniche diffuse da CREA per i piccoli frutti. Il frutto va colto a maturazione piena, con stacco netto senza schiacciamenti. Il pre-cooling entro 60–90 minuti dal conferimento a 0–2 C prolunga la shelf-life a 3–7 giorni; umidita relativa 90–95% limita la disidratazione.
Il confezionamento tipico utilizza vaschette da 125 g con coperchio ventilato o film microforato; la resa commerciale (pack-out) in impianti ben gestiti si colloca spesso al 75–90% del raccolto lordo, il resto e scarto tecnico o seconda scelta. In termini di resa, 12–25 t/ha sono obiettivi realistici in pieno campo ben condotto, mentre in tunnel riscaldati o con spinta nutrizionale e controllo microclimatico si possono superare tali valori. Il mantenimento della catena del freddo a 0–2 C e la logistica in 24–48 ore sono requisiti per mercati lontani. Per pianificare investimenti, considerare ammortamenti su 8–12 anni per strutture e 4–6 anni per impianti irrigui.
Buone pratiche post-raccolta
- Pre-raffreddamento rapido: ridurre la temperatura del nucleo sotto 5 C in 60 minuti.
- Imballi ventilati: favorire lo scambio d’aria e l’evacuazione del calore.
- Selezione delicata: eliminare frutti molli per prevenire focolai di Botrytis.
- Tracciabilita: lotti giornalieri con registri di campo e di magazzino.
- Distribuzione: mantenere 0–2 C e 90–95% UR fino al punto vendita.
Resilienza climatica e strumenti di supporto decisionale
Le ondate di calore piu frequenti negli ultimi anni, confermate dai rapporti WMO, impongono strategie di adattamento: ombreggio leggero, pacciamature chiare, irrigazione frazionata, antitraspiranti fogliari nei picchi, e selezione di varieta piu tolleranti. L’uso di sensori di umidita del suolo e stazioni meteo di campo consente di calibrare volumi irrigui e trattamenti, riducendo sprechi; un delta del 10–20% di efficienza idrica rispetto a programmi fissi e spesso raggiungibile. Le finestre di bagnatura fogliare, calcolate su base oraria, aiutano a programmare interventi anti-Botrytis prima di periodi critici.
Per decisioni informate, integrare bollettini fitosanitari regionali, schede tecniche CREA e raccomandazioni EPPO. La modellistica semplice (growing degree days) consente di prevedere fasi fenologiche e sincronizzare potature verdi e raccolte. In aree con carcateristiche idriche limitanti, la microirrigazione a impulso e la distribuzione notturna riducono evaporazione; sistemi di recupero condensa in tunnel possono aggiungere 1–3% di acqua utile. Un approccio data-driven porta stabilita produttiva e qualita costante, premessa per accordi stabili con la distribuzione.


